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Caldo in casa: rimedi fai da te per abbassare la temperatura senza condizionatore

Il caldo estivo di queste settimane ha spinto molti proprietari di abitazioni ad installare condizionatori per combattere il caldo umido e favorire un buon riposo nelle ore notturne, soprattutto negli immobili con soluzioni edilizie senza coibentazioni adeguate.

Ecco alcuni consigli per abbassare la temperatura nelle case che non possiedono un climatizzatore o condizionatore installato:

  • Non lasciare il ventilatore acceso in una stanza chiusa se non c’è nessuno all’interno. Il ventilatore non rinfresca l’aria già presente, ma la riscalda. Il motore della ventola genera calore e anche l’aria che circola crea una piccola quantità di calore a causa dell’attrito. Ti senti più fresco per l’effetto della condensa che avviene sulla pelle grazie all’evaporazione del sudore che raffredda il corpo solo se sei in prossimità di un ventilatore. Risparmia energia elettrica e spegni tutti i ventilatori nelle stanze non occupate.
  • Installa dei ventilatori da soffitto che funzionino in senso antiorario. Spingeranno l’aria calda verso l’alto facendo circolare quella fresca attraverso le stanze. Se vuoi rinfrescare ulteriormente la tua abitazione, aumenta la velocità delle ventole.
  • Chiudi le tende e le tapparelle. In questo modo, impedirai al caldo di entrare. La mattina, non appena il sole colpisce la tua abitazione, chiudi tutte le finestre e le porte esterne badando a non aprirle durante le ore più calde della giornata finché non si fa sera e la temperatura non sarà abbastanza fresca da consentirti di spalancarle nuovamente per la notte.
    • Inclina le listarelle delle persiane in modo che, quando ti affacci alla finestra, ti permettano di guardare a terra, non verso il cielo.
    • Per una migliore protezione, monta delle tende isolanti e protettive oppure una pellicola colorata per finestre che, come quella per i cristalli delle autovetture, ti consenta di scurire i vetri o renderli riflettenti.
  • Apri le finestre di notte. Seleziona strategicamente le finestre da aprire in modo da creare una corrente d’aria per tutta la notte. Inoltre, ti conviene aprire tutte le porte interne (incluse le ante degli armadi e dei mobili della cucina). Se le lasci chiuse, non disperderanno il calore accumulato durante il giorno e la casa stenterà a rinfrescarsi. Assicurati di chiudere finestre e tapparelle non appena la luce del sole entra in casa. In alcuni posti il sole sorge alle 5 o 6 del mattino.
  • Costruisci un condizionatore fai-da-te. Metti una bacinella di ghiaccio (in cui avrai preventivamente versato del sale) di fronte a un ventilatore. Punta le ventole in modo che soffino sul ghiaccio. In alternativa, usa una o più bottiglie da 2 litri e riempile quasi completamente di acqua (70%) e sale grosso (10%). Lascia un 20% di spazio per consentire al ghiaccio di espandersi. Congelale, dopodiché mettile in un contenitore di grosse dimensioni (in maniera da raccogliere le gocce che si formano per la condensa). Posiziona un ventilatore nella loro direzione. Man mano che il ghiaccio salato delle bottiglie si scioglie, l’aria circostante si raffredderà e le ventole la soffieranno verso di te.
    • Il sale porta il punto di congelamento dell’acqua a una temperatura inferiore, permettendoti di ottenere del ghiaccio più freddo.
    • Puoi riutilizzare l’acqua salata delle bottiglie congelandola varie volte.

Detrazione spese mediazioni immobiliari: regole e modalità di detrazione

Le spese relative ai compensi, comunque denominati, pagati a soggetti di intermediazione immobiliare in dipendenza dell’acquisto dell’abitazione principale, sono detraibili dall’Irpef lorda, nella misura del 19%, per un importo non superiore a 1.000 euro per ciascuna annualità (articolo 15, comma 1, lett. b-bis, Tuir).

La detrazione spetta anche nel caso di sottoscrizione del contratto preliminare, a condizione che quest’ultimo sia registrato.

Si ha diritto all’agevolazione anche nell’ipotesi in cui le spese per l’intermediazione immobiliare siano state sostenute nell’anno precedente la stipula del preliminare (ad esempio, al momento dell’accettazione della proposta di acquisto), a patto che, alla data di presentazione della dichiarazione in cui la detrazione è fatta valere, risulti stipulato e registrato il preliminare di vendita o il rogito (circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, pagina 121).

Per approfondimenti sulle spese extra nell’acquisto di una casa, consulta l’apposita guida all’acquisto di un immobile

mercato immobiliare

Mercato immobiliare 2018: i primi sei mesi del 2018

Il mercato immobiliare nel I semestre 2018

Il mercato immobiliare del primo semestre del 2018, è stato caratterizzato da un primo entusiasmo dal punto di vista degli investimenti, per quanto riguarda l’andamento delle vendite nei primi tre mesi del 2018. Entusiasmo che però è stato frenato successivamente dall’incertezza politica, che ha rallentato la marcia delle vendite nel secondo trimestre del 2018. Le aspettative sul 2018 erano alte, ma  è subentrata la prudenza e gli affari sono stati rimandati a settembre-ottobre, quando probabilmente sarà più chiara la linea del governo soprattutto in materia di tasse.

Si registra un aumento dell’11,5% annuo per le compravendite nel residenziale, sebbene ad un ritmo meno brillante del previsto. Nel primo semestre si registrano 290 mila transazioni. Lo scorso settembre, di cui le previsioni sono riportate in QUESTO ARTICOLO,  si prevedevano 650 mila transazioni fino alla fine del 2018, mentre è stata adesso corretta, portandola a quota 600 mila. Si tratta comunque di un aumento annuo di circa il 9%.

L’interesse degli investitori si è concentrato principalmente nelle grandi città, Milano, Firenze, Venezia, Roma , dove si sono registrati prezzi immobiliari al rialzo, ma in generale il mercato immobiliare italiano presenta ancora un segno meno (in particolare il -0,2% annuo). I tempi delle trattative si sono allungati e la qualità non soddisfa i compratori, che hanno quindi il mercato pienamente in mano. La crisi, si può dire, è finita, ma non si vede ancora una netta ripresa .

 

Gelo: precauzioni per la casa contro il congelamento

Il gelo siberiano di questi giorni non mette a dura prova solo le persone alle prese col freddo ma anche tubature e contatori dell’acqua. La discesa delle temperature in picchiata, crea spesso disagi non solo per la rimozione della eventuale neve davanti casa ma anche per la mancanza d’acqua dovuta alla rottura dei misuratori e delle valvole di intercettazione. Gli impianti più a rischio se non ben isolati sono soprattutto i contatori posizionati esternamente al fabbricato. In questo caso si consiglia di verificare che la coibentazione sia applicata sul vano, sulle tubature, sulle valvole e sullo stesso contatore.
Per l’isolamento dei vani contatori è possibile utilizzare polistirolo o poliuretano espanso in pannelli con almeno 2 cm di spessore, reperibile nei negozi che vendono materiali edili. Mentre per quel che concerne tubature, saracinesche e contatori è necessario usare apposite guaine isolanti termiche, avendo l’accortezza di lasciare libero il numeratore del contatore.

Attenzione anche ai contatori posti all’interno delle abitazioni. Normalmente, infatti, si è portati a pensare che questi non siano soggetti al gelo. Vero, ma solo se situati in locali riscaldati. Bisogna considerare che la temperatura in cantine, box e ripostigli, privi di riscaldamento, dopo alcune giornate di freddo intenso, potrebbe scendere sotto lo zero, provocando il congelamento dell’acqua. E la sola presenza della caldaia spesso non è sufficiente a riscaldare il vano in cui sono collocati. Pertanto è sempre utile provvedere, anche in questo caso, alla protezione della apparecchiature con materiale ad alto isolamento termico.

Stessi accorgimenti anche per i contatori collocati in seconde abitazioni che, in assenza di inquilini, non siano nemmeno riscaldate. In caso di freddo prolungato, l’acqua si ghiaccia e l’abitazione rimane priva di alimentazione idrica. Dato che non è abitata, nessuno si accorge del disagio. Il danno vero e proprio avviene quando, terminata l’ondata di freddo, le temperature si rialzano e l’acqua ghiacciata presente nelle tubature e contatori riprende a scorrere. Ricordiamo che per “legge fisica” l’acqua racchiusa nelle tubature/contatori, ghiacciando aumenta di volume, provocando la rottura delle apparecchiature con l’inevitabile fuoriuscita negli ambienti circostanti: risultato l’abitazione comincia ad allagarsi.

Ulteriori precauzioni: in caso di freddo intenso e prolungato, è consigliabile lasciare scorrere un filo di acqua da un rubinetto, basta anche solo il “gocciolamento”. Inoltre, per la coibentazione delle tubazioni o vano dei contatori è sconsigliato l’utilizzo di panni o stracci in quanto non hanno nessun potere d’isolamento termico e se bagnati creano l’effetto contrario attirando insetti.

Attestato Prestazione Energetica A.P.E.

Attestato di Prestazione Energetica APE: che cosa è

L’APE attestato di prestazione energetica  è una certificazione obbligatoria che deve essere allegata alla documentazione nei casi di trasferimento di proprietà di immobili a titolo di compravendita.

Per i nuovi contratti di locazione, invece, è sufficiente un’apposita clausola.

L’attestato di prestazione energetica, è stato introdotto con il cd. decreto APE attestato di prestazione energetica, DL 63/2013 art. 6, a modifica del d.lgs. 192/2005 andando ad abolire e sostituire l’Attestato di Certificazione Energetica ACE

Successivamente, il Decreto Legge del 26 giugno 2015, in vigore dal 1° ottobre 2015, ha introdotto altre novità:

Nuove linee guida uguali per tutta l’Italia che prevedono tra le altre cose anche l’obbligo per la compilazione dell’APE, solo da pate di tecnici abilitati, previo un sopralluogo all’immobile da certificare;
Aumento delle classi energetiche da 7 10, dalla più alla meno efficiente: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G;
Nuove metodologie per il calcolo dell’APE;
Nuovi schemi a cui il tecnico che redige l’attestato APE deve attenersi per la compilazione del modello, ivi comprese le raccomandazioni per migliorare l’efficienza energetica dell’immobile;
Specifiche modalità per la compilazione dell’annuncio immobiliare.

Attestato di Prestazione Energetica APE: vendita e donazioni

L’APE, è stato approvato con il decreto APE attestato di prestazione energetica nel 2013, poi modificato con il decreto semplificazioni fiscali. In base alla nuova modifica, è stata inserita una disposizione molto importante che stabilisce l’obbligo da parte della parte venditrice di allegare l’attestato di prestazione energetica agli atti di vendita e di trasferimento immobile a titolo oneroso, pena una sanzione da 3.000 a 18.000 euro.

L’Attestato di prestazione energetica è obbligatorio per tutti gli atti che comportano il passaggio di proprietà a titolo oneroso, mentre per quelli a titolo gratuito (donazioni) di beni immobili non c’è obbligo di allegare l’APE se chi riceve l’immobile non deve effettuare alcuna valutazione.

Per quanto riguarda invece, gli immobili messi in vendita prima dell’entrata in vigore della nuova normativa APE, che siano in possesso già del modello ACE rilasciato prima del 6 giugno 2013 e validi 10 anni, non c’è obbligo di produrre il nuovo APE attestato di prestazione energetica, fatta eccezione per i casi in cui la certificazione energetica non sia più in corso di validità, oppure, vi siano stati lavori di riqualificazione, tali da modificare e rinnovare l’attestato di certificazione, oppure, non si sono svolti regolarmente i periodici controlli sulla caldaia. Quindi riassumendo, secondo l’art. 6, comma 10, del Dlgs 192/2005, sono validi gli ACE rilasciati prima del 6 giugno 2013 perché validi per 10 anni come i nuovi APE.

Attestato di Prestazione Energetica APE: locazioni

Nei nuovi contratti di locazione, in sede di registrazione del contratto di locazione di un immobile tramite nuovo modello RLI, va inserita una specifica clausola APE nel contratto di affitto e locazione. Tale clausola APE consiste in una dichiarazione da parte del locatore e locatario, di aver ricevuto tutte le informazioni e documentazione dell’attestazione della prestazione energetica degli edifici. Il mancato inserimento della dichiarazione, prevede una sanzione da 3000 a 18000 euro. Nelle locazioni di singole unità immobiliari, invece, la multa varia tra 1.000 e 4000 euro mentre per i contratti superiori a 3 anni, la sanzione è ridotta della metà.

APE attestato di prestazione energetica 2018: registrazione e bolli

In base ai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n.83/E del 22 novembre 2013, gli obblighi APE per imposta di bollo e imposta di registro sono stati specificati in modo preciso e inequivocabile.

Pertanto, l’APE è obbligatorio per:

– contratti di vendita;

– trasferimenti di proprietà di immobili a titolo oneroso;

– stipula e registrazione dei nuovi contratti di locazione ed affitto, in questo caso è sufficiente l’inserimento della clausola APE

Quando l’APE attestazione di prestazione energetica è esente dall’imposta di bollo e imposta di Registro?

L’APE è esente dall’imposta di registro perché non rientra tra gli atti assoggettati a tale imposta dal momento che la certificazione energetica è solo un documento integrativo al contratto di vendita o locazione.

L’imposta di registro APE pari a 200,00 euro, è obbligatoria solo quando l’attestato viene allegato volontariamente alla registrazione del contratto di locazione.

APE marca da bollo è esente invece quando la certificazione energetica viene allegata al contratto di locazione in originale o in copia semplice, in quanto è presentata come dichiarazione sostitutiva di atto notorio e per tale motivo è esente dall’imposta di bollo.

La marca da bollo APE da 16 euro per foglio, è invece obbligatoria quando è accompagnata da una dichiarazione di conformità all’originale rilasciata da un pubblico ufficiale.

Attestato di prestazione energetica APE : obbligatorietà e casistica

L’APE è obbligatorio quando si eseguono lavori edili su nuove costruzioni, sia che si tratti di edifici che di singole unità immobiliari. L’APE quindi deve essere rilasciato anche se vengono effettuati nell’abitazione o sull’edificio, interventi di ristrutturazione edilizia come il rifacimento delle pareti esterne e interne, impermeabilizzazione delle coperture, lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria e di risanamento conservativo su oltre il 25% della superficie dell’involucro dell’intero edificio.
APE per contratti di vendita o nuova locazione: Il proprietario di un edificio o di un’unità immobiliare dovrà mettere a disposizione dell’acquirente o del locatario l’Ape già in sede di trattativa e poi consegnarlo al termine della stessa. Inoltre nei contratti di vendita o di nuova locazione sarà obbligatorio inserire una clausola in cui l’acquirente o il conduttore dichiarino di aver ricevuto le informazioni e la documentazione sulla prestazione energetica, compreso l’Ape.
APE attestazione di prestazione energetica su annunci immobiliari: Tutti gli annunci di vendita e di locazione pubblicati e diffusi tramite internet, giornali, affissioni o Tv, devono riportare obbligatoriamente i seguenti dati: indice di prestazione energetica, chiamato IPE e la classe energetica A, B, G ecc, inoltre deve essere indicato l’Indice di prestazione energetica globale dell’edificio o della singola abitazione, questo indice IPEG esprime il valore tra il consumo per riscaldamento invernale e produzione di acqua calda.
APE attestazione di prestazione energetica per Gestione di impianti termici e di climatizzazione: La stipula di nuovi contratti o di rinnovo per la gestione degli impianti termici e di climatizzazione degli edifici pubblici è soggetto all’obbligo di APE.
Per le istruzioni di compilazione APE attestato di prestazione energetica esempio modello, si possono trovare sul web vari esempi che possono aiutare i certificatori energetici, che ricordiamo devono essere riconosciuti e autorizzati dalle regioni, per compilare il modello fac simile: APE attestato di prestazione energetica esempio modello fac simile.

Attestato prestazione energetica APE: validità e rinnovo attestazione

La validità e rinnovo dell’APE, sono stabiliti dal decreto che prevede validità per una durata massima di 10 anni con l’obbligo di aggiornare l’attestato di prestazione energetica ogni qualvolta vi siano interventi di ristrutturazione e di riqualificazione che modifichino la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare. Il rinnovo APE prevede le stesse modalità di primo rilascio.

Nel caso in cui invece, non vengano rispettate le scadenze previste per il controllo di efficienza energetica degli impianti termici, come ad esempio il bollino blu caldaia, comprese le necessità di adeguamento previste dal decreto 16 aprile 2013, l’APE decade il 31 dicembre dell’anno successivo rispetto alla data della scadenza non rispettata.

Software calcolo e compilazione APE.

Il calcolo e la compilazione dell’APE viene svolta con il software Docet messo a punto da ENEA e CNR per il calcolo, compilazione e modello APE in pdf. Mediante il software Docet, i certificatori energetici possono simulare bilanci mensili solo per la certificazione energetica degli edifici residenziali già esistenti mentre è possibile utilizzare il software DocetPro, per la certificazione degli edifici di nuova costruzione ed esistenti, residenziali e non: APE Attestato di prestazione energetica software calcolo.

Chi rilascia e invia l’attestato di prestazione energetica?

Il rilascio ape può essere certificato solo da tecnici abilitati, autorizzati dalla regione di residenza in base al possesso dei requisiti previsti dal D.P.R. 16 aprile 2013 n. 75. Pertanto, gli interessati che a seguito di lavori edili di ristrutturazioni anche per usufruire delle agevolazioni fiscali previste da Ecobonus ristrutturazioni edilizie – Bonus acquisto mobili – Ecobonus su elettrodomestici, o per vendere o affittare un immobile, devono prima provvedere a richiedere ad un certificatore energetico qualificato il rilascio APE attestato di prestazione energetica per casa, locale, negozio, ufficio, e pre gli edifici in generale.

I certificatori energetici autorizzati dalle regioni al rilascio APE, devono essere esclusivamente dei tecnici abilitati per la progettazione di edifici e impianti come architetti, ingegneri, geometri, periti edili, professionisti quindi che devono essere iscritti obbligatoriamente ai rispettivi ordini e disporre del timbro valido ai fini APE.

Entro 15 giorni dalla consegna APE Attestato di Prestazione Energetica, il certificatore deve inviare copia del certificato alla Regione o Provincia autonoma competente per territorio. Per maggiori informazioni su dove inviare APE attestazione di prestazione energetica regioni, consultare il sito ufficiale istituto ENEA.

Il costo APE prestazione emergetica è comunque molto variabile e dipende sia dalle caratteristiche dell’immobile, quindi in base alla superficie, tipo di impianti, destinazione d’uso e la regione in cui è ubicato l’edificio o l’appartamento. Generalmente, la media del prezzo per rilascio APE appartamenti di media dimensione è fisso mentre quello per immobili per uso commerciale, quindi negozi, uffici, capannoni è a discrezione del certificatore energetico.

APE Attestato di Prestazione Energetica costo rilascio per immobili uso commerciale non residenziali con superficie massimo di 300 mq: da 140,00 euro

APE Attestato di Prestazione Energetica costo rilascio per nuove costruzione ad uso residenziale che commerciale con superficie massima di 500 mq: da 200,00 euro

APE Attestato di Prestazione Energetica costo rilascio per appartamenti uso residenziale, ovvero, di case da 40 mq a 120 mq: prezzo medio da 130,00 euro a 300,00 euro

Ai fini di rilascio certificato APE, il certificatore energetico deve effettuare dapprima un sopralluogo dell’immobile con la verifica impianti con il preventivo dei costi. L’APE Attestato di Prestazione Energetica valido, deve contenere i dati dell’appartamento, la targa energetica, il consumo dato in kwh/mq e delle raccomandazioni per migliorare le prestazioni energetiche. Solo successivamente, il tecnico dovrà inviare per via telematica alla regione, l’APE timbrato. La validità del documento è di 10 anni ma solo se si effettuano i regolari controlli della caldaia, quindi bollino blu caldaia

Le sanzioni omesso APE

Mancato rispetto dei criteri di compilazione modello APE da parte del professionista abilitato: multa da 700 a 4.200 euro.

Mancata allegazione APE in caso di interventi di nuova costruzione o ristrutturazione edilizia multa da 3.000 a 18.000 euro.

APE omesso in caso di vendita: da 3.000 a 18.000 euro.

Mancata dicitura APE nuovo contratto di locazione: da 3 mila ai 18 mila euro, per le locazioni di singole unità immobiliari multa tra i 1.000 e i 4 mila euro. Se il contratto ha una durata fino a tre anni, la sanzione è ridotta della metà.

Mancata indicazione prestazione energetica su offerta pubblicitaria di vendita o locazione anche da parte di agenzia immobiliare: multa da 500 a 3.000 euro.

Nessuna sanzione in caso di violazione dell’obbligo APE donazioni, per cui per gli atti di trasferimento a titolo gratuito.

Fondo di garanzia acquisto e ristrutturazione prima casa 2018

Il Fondo di garanzia acquisto e ristrutturazione prima casa 2018 è uno strumento molto importante in favore di tutte le persone che si trovano a dover richiedere un mutuo alla banca per poter acquistare, ristrutturare o migliorare l’efficienza energetica di un immobile da adibire (o già adibito) a prima casa.

Al fine d agevolare i cittadini nell’acquisto della prima casa, lo Stato, ha attivato già da diversi anni, un fondo, chiamato Fondo di Garanzia dello Stato, ed una serie di agevolazioni fiscali correlate, risultate un vero successo dal momento che tra il 2015 ed il 2016 sono state presentate oltre 14.000 domande e che hanno aderito all’iniziativa del Ministero del Tesoro, 167 banche.

 

Fondo di garanzia mutui acquisto e ristrutturazione prima casa 2018: cos’è?

Che cos’è Il fondo di garanzia acquisto prima casa 2018? Il Fondo di garanzia mutui acquisto e ristrutturazione prima casa è un fondo volto alla concessione di garanzie per l’acquisto della prima casa o anche per la ristrutturazione e accrescimento di efficienza energetica di immobili, non di lusso, da adibire sempre a prima casa.

Aumentando il raggio d’azione del vecchio fondo Giovani Coppie (ora non più attivo), il nuovo Fondo di garanzia per i mutui acquisto e ristrutturazione prima casa, consente di ottenere delle speciali garanzie a tutti coloro che, alla data di presentazione della domanda di mutuo alla banca aderite all’iniziativa, non sono ancora proprietari di altri immobili ad uso abitativo, fatta eccezione per quelli acquisiti per successione anche se in comunione con altri successori, e per quelli dati in comodato d’uso gratuito da genitori o fratelli.

Grazie al Fondo di garanzia mutui acquisto e ristrutturazione prima casa 2018, è lo Stato quindi ad offrire ai cittadini delle garanzie per ottenere mutui ipotecari per l’acquisto di immobili, per la ristrutturazione o per l’accrescimento dell’efficienza energetica di unità immobiliari da adibire a prima casa.

 

Fondo di garanzia prima casa 2018: come funziona, a chi spetta?

Come funziona il Fondo di garanzia mutui acquisto e ristrutturazione prima casa 2018? Avendo a disposizione 650 milioni di euro, che possono essere ulteriormente incrementati da Regioni ed Enti pubblici, il Fondo di garanzia prima casa è in grado di coprire ed offrire garanzie sui mutui ipotecari per una somma che ammonta a circa 20 miliardi di euro.

La garanzia sui mutui prima casa offerta dal Fondo è concessa nella misura massima del 50% della quota capitale e per un massimo di 250 mila euro.

Fondo di garanzia mutui acquisto e ristrutturazione prima casa 2018 a chi spetta? Chi può richiedere le agevolazioni mutuo prima casa sono i cittadini non proprietari di altri immobili ad uso abitativo, ad esclusione di quelli acquisiti per successione o in comodato d’uso titolo da genitori o fratelli, al momento della domanda.

Fondo di garanzia mutui acquisto e ristrutturazione prima casa 2018: requisiti

I requisiti per accedere al Fondo di garanzia mutui acquisto e ristrutturazione prima casa 2018 sono i seguenti

  • L’immobile ad uso abitativo deve essere ubicato in Italia;
  • L’immobile da adibire a prima casa non deve essere di lusso, perciò non deve rientrare nelle seguenti categorie catastali: A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).
  • l’immobile non deve avere una superficie superiore e a 95 metri quadrati;
  • l’immobile non deve avere caratteristiche di lusso.
  • il mutuo ipotecario deve essere di importo non superiore a 250 mila euro, concesso dalla banca o intermediario finanziario che ha aderito all’iniziativa in base al Protocollo di intesa sottoscritto l’8 ottobre 2014 tra Ministero dell’economia e delle finanze e Abi.

Il Fondo di garanzia mutuo prima casa 2018 è valido esclusivamente per:

  • l’acquisto della prima casa;
  • la ristrutturazione della prima casa;
  •  l’accrescimento dell’efficienza energetica di immobili non di lusso, adibiti ad abitazione principale del soggetto che stipula il contratto di mutuo.

Fondo garanzia mutui acquisto e ristrutturazione prima casa 2018: tasso agevolato per giovani coppie under 35 e famiglie monogenitoriali

Alle giovani coppie under 35 e alle famiglie monogenitoriali è riservata la possibilità di accedere ad un tasso agevolato mutui acquisto e ristrutturazione prima casa 2018. Questa agevolazione consente di ottenere un tasso calmierato del finanziamento non più alto del tasso effettivo globale medio (TEGM), la cui percentuale è pubblicata ogni 3 mesi dal MEF.

I requisiti per accedere al tasso agevolato del Fondo di garanzia mutui prima casa, sono l’essere:

  • giovani coppie, in cui almeno uno dei due è sotto i 35 anni di età:
  • famiglia formata da un solo genitore e figli minori;
  • giovani under 35 anni con contratto di lavoro atipico;
  • conduttori di alloggi di proprietà degli IACP, ATER etc.

Pertanto, i giovani che intendono acquistare la prima presentando la domanda al Fondo, possono ottenere le seguenti agevolazioni sui mutui:

  • Mutui ipotecari acquisto prima casa;
  • Mutuo ipotecario non superiore a 250.000 euro;
  • Mutuo con tassi applicati e condizioni, stabiliti dalle singole banche entro i parametri predefiniti. I tassi applicabili a mutui prima casa, sono quelli fissati da euribor o irs, a seconda che la giovane coppia abbia optato per un mutuo a tasso variabile o fisso, al quale si deve aggiungere 1,5% di spread  per i mutui con durata superiore ai 20 anni e 1,20% di spread per i mutui con tasso non superiore a quello pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Le banche e gli intermediari, si impegnano a non chiedere ai mutuatari garanzie aggiuntive oltre all’ipoteca sull’immobile e alla garanzia fornita dallo Stato.

Stai per comprare una casa che dovrai ristrutturare? Fino al 31 dicembre 2018, è possibile fruire del bonus ristrutturazione 2018.

Fondo garanzia mutui acquisto e ristrutturazione prima casa 2018: come fare richiesta?

La richiesta Fondo garanzia  mutui acquisto e ristrutturazione prima casa 2018, va presentata direttamente alla banca o all’intermediario che aderisce all’iniziativa, utilizzando l’apposito modulo domanda Fondo di garanzia per la prima casa.

  • Una volta che la banca o l’intermediario, ha verificato la documentazione del richiedente, provvede ad inviare la domanda online al Gestore del Fondo per la Casa, al fine di dare il via alla domanda mutui prima casa.
  • Alla richiesta di attivazione della garanzia del Fondo per i mutui previsti, inviata dalla banca, viene attribuito un numero di protocollo progressivo secondo l’anno, il mese, il giorno, l’ora e il minuto di arrivo della richiesta. Tale numero di protocollo, serve a determinare la precedenza di diritto all’accesso alle agevolazioni in caso di scarsità di fondi.
  • Entro 15 giorni lavorativi, la banca comunica ai richiedenti  l’avvenuta ammissione alla garanzia del Fondo, oppure, nel caso in cui le disponibilità economiche del fondo fossero esaurite, la comunicazione della non ammissibilità della domanda, che il Gestore deve fare alla banca deve avvenire entro 3 giorni lavorativi.
  • Se l’esito della domanda è positivo, ovvero, è confermato l’accesso al Fondo per la Casa della giovane coppia, entro 30 giorni lavorativi, viene erogato il mutuo e parte la garanzia dello Stato.
  • Si ricorda però che ai fini di concessione del mutuo con le agevolazioni acquisto prima casa, le banche sebbene presenti nell’elenco banche aderenti Fondo mutui prima casa, possono accettare o mendo la domanda.

Vento e salsedine: materiali, precauzioni e rimedi in edilizia

La salsedine: effetti sulle costruzioni

Il nemico numero uno per gli edifici costruiti nelle località marittime è indubbiamente rappresentato dalla salsedine e dal vento che la trasporta. L’azione corrosiva del salnitro di cui è composta la salsedine, è un pericolo soprattutto per le case in legno, ma anche per quelle tradizionali in muratura, cui la salsedine causa il deterioramento di intonaci, vernici, finestre e rifiniture esterne in metallo.

Le case vicino al mare, sono soggette negli anni ad un degrado generale maggiore rispetto a costruzioni analoghe ma situate in località non marine.

Il motivo di questa accentuazione del fenomeno, è da attribuirsi principalmente al cloruro di sodio sciolto nell’acqua capace di penetrare all’interno dei materiali, provocandone il graduale indebolimento fino ad arrivare alla disgregazione parziale o totale del manufatto.
Lungo le coste, oltre all’azione del sale disciolto nell’acqua, contribuiscono ad accelerare il fenomeno anche grazie all’azione del vento che soffiando con forza, riesce a dar maggior vigore alla penetrazione del cloruro di sodio all’interno delle parti costruite. Le stupende immagini di alcuni scorci costieri italiani in cui sono presenti archi naturali scavati nella roccia dal vento e dall’azione abrasiva del mare, danno un’idea della forza corrosiva del fenomeno.
Le case costruite principalmente in calcestruzzo armato, a causa della presenza al loro interno delle armature metalliche, risentono maggiormente dell’aggressione salina in quanto il sale penetrando all’interno della struttura, riesce ad intaccare la parte metallica provocandone la graduale ossidazione.
L’ossidazione provoca di conseguenza una riduzione della sezione metallica, facendo sì che tra la gabbia metallica e la adiacente parte in calcestruzzo si formino dei vuoti che in seguito alle sollecitazioni indotte da traffico ed altro sulle parti metalliche, inducono delle sollecitazioni nella massa di calcestruzzo con conseguente deterioramento dell’intera struttura.
Anche le costruzioni in muratura non sono immuni da tale deterioramento, infatti l’azione corrosiva si manifesta con abrasioni più o meno accentuate, con danneggiamento dei giunti di malta tra pietra e pietra.
Inoltre la cattiva abitudine di impiegare nella costruzione di tali edifici, sabbia di mare non lavata, contribuisce a creare situazioni di degrado ulteriori nelle murature per le quali l’azione corrosiva contemporanea delle due componenti interne ed esterne, provoca un degrado accentuato.
Le parti metalliche come ringhiere, grondaie, cancelli, infissi sono attaccate in maniera inesorabile dal sale e in particolare le strutture scatolari in cui al proprio interno possono crearsi delle condizioni idonee a generare vapori di acqua salmastra, risultano più vulnerabli.
Infine, le parti in legno, se non adeguatamente trattate con vernici protettive, manifestano precocemente i danni di un tale logorio, per cui se gli interventi di manutenzione non vengono effettuati ad intervalli regolari, si può arrivare a danneggiare irrimediabilmente la funzionalità dell’opera costruita.

Costruzioni a prova di salsedine: come realizzarle?

Per costruzioni con struttura portante in calcestruzzo, la prima ed indispensabile azione preventiva va posta in essere al momento della realizzazione della parte strutturale, per cui è bene limitare il rapporto acqua/cemento nel confezionamento del calcestruzzo al fine di ridurre la porosità capillare ed aumentare l’impermeabilità del calcestruzzo.

Occorre inoltre lasciare un copriferroadeguato al tipo di aggressione prevista e compattare completamente il calcestruzzo con una vibrazioneomogenea.

La compattazione del calcestruzzo mediante una attenta vibratura è di fondamentaleimportanza per ridurre la macroporosità del copriferro, a ciò va aggiunta la precauzione di far stagionare la massa di calcestruzzo in maniera non traumatica, provvedendo a inumidire adeguatamente la superficie.

Per quanto riguarda le parti intonacate esterne, è bene impiegare una pittura a base di silicati di potassio stabilizzati ed idrofugati in specifica emulsione reologica, capaci di produrre una azione di protezione complessiva contro agenti aggressivi di varia origine.

Per la realizzazione di ringhiere, scale esterne, recinzioni, cancelli, infissi possono essere impiegati materiali come acciaio inox, alluminio, metalli zincati, mentre in alternativa è possibile utilizzare elementi in PVC, sicuramente più stabili e meno vulnerabili del classico metallo verniciato.

Per quanto riguarda grondaie, coprimuri, ornamenti particolari di facciata, si possono impiegare manufatti realizzati in marmo-resina.

Il marmo-resina è caratterizzato da una mescola di materiali naturali, come marmi o graniti uniti da resine particolarmente resistenti e dure.

I prodotti così ottenuti, grazie alla loro compattezza ed al fatto di essere trattati con speciali smalti estremamente resistenti, riescono a resistere nel tempo alle aggressioni della salsedine, dei raggi solari e delle piogge acide.

L’unione delle resine con materiali naturali come marmi, graniti, pietre naturali, consente di creare elementi architettonici armonizzati con il contesto geografico in cui l’opera ricade, limitando la necessità di ricorrere spesso alla loro manutenzione.

Per quanto riguarda le opere in legno, occorre subito dire che non tutti i legni possono essere esposti con tranquillità alla salsedine, per cui se proprio è necessario impiegare tale materiale conviene impiegare essenze come teak, iroko, larice, ecc.

In particolare L‘iroko si presta bene alla realizzazione di infissi, essendo un legno africano molto duro, particolarmente resistente all’azione del tempo, al calpestio cosa che lo rende adatto per realizzare patii pavimentati con doghe affiancate.

I compensati marini o fenolici, sono utili per la creazione di parti accessorie alle pertinenze domestiche che vanno dalla cuccia per il cane alle pareti di un ripostiglio all’esterno.

Anche se i materiali consigliati risultano più resistenti di altri alle aggressioni descritte, occorre sempre prevedere una buona manutenzione delle parti più esposte, cercando di bloccare sul nascere quelle alterazioni del materiale che se trascurate sono portatrici di gravi danni.

Il rivestimento esterno delle strutture in legno andrebbe ricoperto da un cappotto intonacato con prodotti idrorepellenti e traspirabili, resistenti agli sbalzi di temperatura, ai raggi UV e al dilavamento.

Per quanto riguarda le strutture in legno, il rivestimento esterno andrebbe ricoperto da un cappotto intonacato con prodotti idrorepellenti e molto traspirabili, resistenti agli sbalzi di temperatura, ai raggi UV e al dilavamento. L’intonaco, inoltre, dovrebbe ricoprire anche i punti sporgenti della gronda della copertura.
Occhio anche ai serramenti esterni che, per resistere agli attacchi della salsedine, è preferibile siano in alluminio, così come persiane e tapparelle, mentre per i parapetti dei balconi è consigliabile una protezione in acciaio inox o, se in metallo, un’opportuna zincatura.

Il vento sulle case al mare

La salsedine, unita al vento, rappresenta un agente corrosivo estremamente rovinoso per gli esterni degli edifici. Ma quando si parla di case in legno, la prima domanda che ci si pone è se una struttura leggera come quella di un prefabbricato sia in grado di resistere alla forza meccanica di eventi quali bufere e trombe d’aria.

In realtà tali preoccupazioni sono immotivate, in quanto gli edifici in legno sono case a tutti gli effetti, progettate per resistere a sollecitazioni importanti come terremoti e, appunto, forti venti.

 

Il legno è un materiale molto elastico che, se combinato con gli adeguati elementi costruttivi, rende il manufatto praticamente indistruttibile. Le case di questo tipo sono ancorate al terreno da una platea in cemento armato, su cui in fase di montaggio vengono imbullonati staffe e tasselli in acciaio zincato. Le pareti, se pur leggere, hanno la caratteristica di essere molto resistenti, grazie alla struttura a pannelli incrociati e l’utilizzo di staffe tiranti in acciaio e boccole filettanti inserite nel corpo della parete.

Sul mercato esistono delle buone soluzioni standard, ma in casi particolari, come la presenza di zone particolarmente ventose, è possibile intervenire già in fase progettuale per evitare qualsiasi inconveniente. Ad esempio si possono prevedere controventamenti, aumentare il numero e le dimensioni degli ancoraggi e preferire l’utilizzo di pannelli X-Lam, che rendono gli edifici ancor più solidi e resistenti.

Comprare casa: il 2018 sarà conveniente?

Il mercato del credito è alla base della convenienza

Chi è interessato a comprare casa nel 2018 e vorrà sapere se è conveniente, dovrà necessariamente tener conto della situazione del mercato del credito, dato che saranno i tassi d’interesse dei mutui a dirci quanto sarà conveniente acquistare un immobile nel 2018.

Le previsioni del mercato dei mutui

Le previsioni sulle condizioni del credito per il 2018, sembrano rimanere abbastanza favorevoli per il mercato dei mutui, in linea con quanto successo negli ultimi due anni, con l’attesa che i tassi rimangano su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo, senza intravedere all’orizzonte un probabile aumento del costo del denaro.

ll mercato dei mutui non avrà volumi particolarmente rilevanti, così come il mercato delle compravendite, continuando a crescere con una spinta positiva, su una base temporale a lungo termine e con numeri e ritmi tipici di un mercato più riflessivo, di conservazione del valore del capitale.

I mutui nel 2018

Ma come saranno i mutui a tasso fisso e variabile nel 2018? Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso, sono previste condizioni sui tassi di mutuo analoghe a quelle attuali, con valori inferiori al 2%. Per quanto riguarda i mutui a tasso variabile, le migliori condizioni dei tassi offerte si attestano attorno all’1,65%. Ciò non toglie che è opportuno monitorare sempre le proposte degli istituti bancari e di credito. Interessanti anche i bonus per la ristrutturazione edilizia per la prima casa.

Importante è anche la durata del finanziamento: sulle durate brevi, i mutui a tasso variabile sono più vantaggiosi, perché al riparo da futuri aumenti del tasso di interesse. Infine per le giovani copie, c’è la possibilità dell’accesso al Fondo di garanzia prima casa

mercato immobiliare

Prezzi delle case: calo dello 0,8% 3° trimestre 2017, -15,2% dal 2010

Situazione prezzi delle case in vendita terzo trimestre 2017

I prezzi delle case in Italia sono diminuiti dello 0,8% rispetto allo scorso anno: questo è quanto emerge dall’elaborazione dati dell’Istat riguardanti il terzo trimestre 2017. Questo dato è dovuto principalmente al ribasso dei valori delle case già esistenti (-1,3%), mentre gli immobili nuovi salgono dello 0,6%. Complessivamente, sommando l’andamento in calo dei prezzi dal 2010,  si registra una flessione al ribasso di oltre il 15%.

Da una comparazione di questi dati con quelli dei prezzi delle case del trimestre precedente 2017, si registra una diminuzione dei prezzi delle abitazioni dello 0,5%, dovuto interamente alle case in vendita esistenti (usate) che si riducono dello 0,7%, mentre per le nuove costruzioni si è registrato un incremento pari a +0,3%.

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi delle case in vendita (-0,8%), con una marcata tendenza opposta dei prezzi delle case in vendita esistenti (usate) rispetto a quella dei prezzi delle case in vendita di nuova costruzione (portandosi a -1,9 punti percentuali da -0,8% precedente.

Il calo dei prezzi delle case in vendita prosegue dal 2010.

Il 2010 è il primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’Istat: confrontando i dati fino ad oggi elaborati, si nota chiaramente come i prezzi delle case in vendita sono diminuiti del 15,2% (-2,0% le abitazioni nuove; -20,5% le esistenti). Il calo dei prezzi delle case in vendita non è però da ritenersi un dato di per sé negativo: parallelamente la calo progressivo di questo dato, si evidenzia ha una lieve e progressiva crescita dei volumi di compravendita per il settore residenziale, la cui ampiezza si riduce però per il quinto trimestre consecutivo. Infatti, secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, la situazione delle compravendite immobiliari da gennaio a settembre 2017 mette in luce una seppur lenta ripresa del numero delle compravendite, evidenziando un incremento del 4,5% delle compravendite immobiliari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche se il tasso di crescita tendenziale è più contenuto rispetto al confronto tra il secondo trimestre 2015 e lo stesso del 2016, quando fu pari a +23,2%.

 

 

assistenza tecnica immobiliare

Nel 2018 sono molti i bonus per il risparmio sui lavori di ristrutturazione casa

Nel 2018 il costo degli interventi sulle abitazioni risulta particolarmente ricco e conveniente sia per i proprietari sia per i condomini : infatti tra nuove agevolazioni, incentivi confermati e altri rimodulati, il pacchetto dei bonus fiscali spazia dalle ristrutturazioni all’acquisto di mobili, dal risparmio energetico agli interventi antisismici, dalla risistemazione dei giardini alla possibilità di cedere l’agevolazione al condominio o ad altri privati.

I bonus casa
I bonus casa comprendono:
•ristrutturazioni;
•mobili e arredi;
•ecobonus (interventi finalizzati al risparmio energetico come finestre, infissi, caldaie o tende solari);
•bonus verde (giardini, terrazze e recinzioni);
•sisma bonus;
•bonus per interventi condominiali;
•cessione del bonus al condominio e a privati;
•norme particolari per lavori effettuati a cavallo tra il 2017 e il 2018.

Le regole regionali per il recupero di stanze, cantine e sottotetti
Oltre ai bonus fiscali, ci sono opportunità interessanti anche a livello locale. Con il «piano casa» entrato in vigore dal 2009, le regioni hanno infatti concesso la possibilità di ampliare gli spazi esistenti, sia con la classica “stanza in più” sia con il recupero di locali prima non abitabili quali sottotetti e seminterrati. Lavori edilizi che – quando non si tratta di nuove costruzioni – possono usufruire degli stessi bonus fiscali validi per quest’anno.

mercato immobiliare

Le valutazioni degli immobili: la chiave della ripresa del mercato immobiliare

Il concetto di ripresa del mercato immobiliare

Analizzando l’andamento del mercato immobiliare negli ultimi due anni, si apprezza un lieve incremento del numero delle compravendite nel settore immobiliare, anche se ancora è presto per parlare di ripresa del mercato immobiliare. E’ importante tenere presente che, quando si parla di ripresa del mercato immobiliare, si fa riferimento unicamente all’aumento del numero delle compravendite andate a buon fine, mentre il discorso non riguarda i prezzi di mercato delle case in vendita. Ciò è dovuto principalmente ad un aspetto che rappresenta uno dei fondamenti dell’economia: il numero di case in vendita è ancora molto superiore rispetto al numero delle richieste, va da sé che, quando l’offerta è alta e la richiesta è bassa, i prezzi tendono verso un decremento del valore di mercato.

Vendere un immobile: (quasi) tutta questione di prezzo

Dunque lo scenario che si presenta di fronte a chi si appresta a comprare casa sarà quello di un’offerta molto generosa d’immobili in vendita, rintracciabili grazie all’uso di semplici strumenti di ricerca immediati ed efficaci (siti, portali di annunci web, social network).

Ciò significa che, durante la ricerca di una casa, l’utente potrà farsi velocemente un’idea dei prezzi di mercato molto vicina alla realtà, grazie alle innumerevoli consultazioni e raffronti possibili.

Di conseguenza, le offerte che, a parità di caratteristiche, si discostano molto in termini di prezzo richiesto, verranno (nella quasi totalità dei casi) escluse a priori senza neppure approfondire gli aspetti peculiari od i termini per una eventuale trattativa.

La valutazione di un immobile: la chiave di svolta

Un ruolo chiave nella riuscita delle compravendite, lo detiene senz’altro la valutazione di un immobile da immettere su mercato.

Con l’introduzione del decreto Bersani 2006, l’analisi dei prezzi al mq (metro quadro) si è fatta sempre più precisa ed affidabile, costituendo un’ottima base di partenza per effettuare una prima stima indicativa, abbinata al calcolo dei metri quadri commerciali.

Questo calcolo però, da solo non basta, in quanto è importante confrontare il valore della stima con la realtà di mercato. Ciò è possibile affidando la valutazione di un immobile da vendere ad un professionista del settore, come l’agente immobiliare.

 

mercato immobiliare

Situazione delle compravendite immobiliari da gennaio a settembre 2017

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno 2017, si può cominciare a stilare i primi bilanci sulla situazione delle compravendite immobiliari da inizio anno fino a settembre 2017. Analizzando l’andamento delle compravendite immobiliari nei primi nove mesi del 2017, si evidenzia un mercato positivo, anche se comunque ancora molto lento.

L’andamento attuale del mercato immobiliare

L’Agenzia delle Entrate ha diramato i dati sulla situazione delle compravendite immobiliari da gennaio a settembre 2017, dove si apprezza una seppur lenta ripresa del numero delle compravendite. Quindi, almeno dal lato delle compravendite, si conferma l’uscita dalla crisi, così come confermano anche i dati dell’Agenzia delle Entrate, che evidenziano un incremento del 4,5% delle compravendite immobiliari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Calo dei prezzi e condizioni di mutuo più accessibili

Un aspetto significativo dell’incremento del dato delle compravendite immobiliari in questi nove mesi del 2017, è senz’altro la diminuzione dei prezzi delle case in vendita assieme alle condizioni di mutuo più accessibili, che conferma il ritorno ad acquistare sia come prima casa che come investimento, con i prezzi ormai vicini alla stabilità.

Mutui 2017 : tassi ancora stabili nel primo trimestre 2017

Secondo la nuova edizione della Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato da Crif e MutuiSupermarket.it, gli spread offerti dalle banche nel primo trimestre dell’anno rimangono fissi ad una media dell’1,0% per il variabile e dello 0,4% per il fisso.

Per una operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, la media trimestrale dei migliori spread per mutui a tasso variabile si assesta attorno all’1,0% mentre la media dei migliori spread per mutui a tasso fisso si posiziona attorno allo 0,4%. Il sistema bancario rimane quindi stabile nelle sue politiche di offerta mutui nel corso del primo trimestre 2017, rinviando probabilmente al secondo trimestre 2017 decisioni circa il proprio posizionamento in termini di pricing e marginalità.

In questa direzione, già ad inizio del secondo trimestre 2017 si registrano nuovi segnali di revisione al rialzo delle offerte di mutui da parte del sistema creditizio, in particolare per i mutui a tasso fisso, per i quali si rileva un aumento degli spread medi di offerta dallo 0,42% medio del mese di marzo allo 0,65% medio della prima metà di aprile.

La conferma di condizioni ancora appetibili contribuisce a sostenere l’erogazione di mutui alle famiglie, sia sul canale tradizionale sia su quello online. In particolare, relativamente al canale online questo clima di tassi di offerta a livelli minimi spinge anche le erogazioni di mutuo con finalità surroga che aumentano il loro peso, passando a spiegare dal 56% del totale erogazioni sul quarto trimestre 2016 al 60% del totale sul primo trimestre 2017.

Sui prossimi trimestri si attende però una progressiva diminuzione del peso della componente surroga, da ricondursi da un lato alla continua riduzione del bacino di potenziali mutuatari interessati a rottamare il mutuo, dall’altro al progressivo aumento dei tassi IRS iniziato a settembre 2016 e quindi dei tassi finiti per i mutui di surroga a tasso fisso, mutui che oggi sull’online spiegano la gran parte delle nuove operazioni di surroga.

Al contempo, dopo trimestri caratterizzati da un atteggiamento di cautela da parte dei nuovi mutuatari tornano a crescere gli importi medi erogati dei nuovi mutui. Se nel terzo trimestre 2016 l’importo medio si attestava attorno ai 113.600 euro, nel quarto trimestre 2016 l’importo medio cresce e raggiunge i 116.400 euro.

Lato preferenze dei nuovi mutuatari a riguardo della tipologia di tasso, nel primo trimestre 2017 il peso del tasso fisso sul canale online continua a spiegare circa il 55% del totale delle richieste in linea con il 56% registrato nel corso del quarto trimestre 2016.

Complice di questa invarianza, risultano essere tassi finiti per i mutui a tasso fisso stabili e ancora prossimi ai minimi storici, nonostante indici di riferimento IRS in forte aumento da settembre 2016 e il peso delle nuove richieste di mutuo con finalità surroga, che sul canale online risultano essere nel 77% dei casi a tasso fisso.

 

assistenza compravendita immobiliare

Riforma del catasto: cronostoria tra stop e rinvii

Prima erano arrivate le indiscrezioni sulla possibile introduzione nel Documento di economia e finanza della tante volte rinviata Riforma del catasto. Quest’ultima, dopo alcune raccomandazioni da parte della Commissione europea, doveva entrare nel nuovo Piano nazionale delle riforme (Pnr) presentato con il Documento di economia e finanza (Def), con l’intenzione da parte del governo di ripartire dalla delega approvata due anni fa dal Parlamento e dallo schema di decreto attuativo che fu poi bloccato. La notizia non ha risparmiato le polemiche, tra cui quelle del presidente di Confedilizia, che tramite una nota ha fatto sapere: “Leggiamo sulla stampa che il governo Gentiloni starebbe pensando di riesumare quella riforma del catasto che il governo Renzi aveva ritirato, nel giugno del 2015, perché non forniva adeguate garanzie di invarianza di gettito, aprendo all’opposto uno scenario di ulteriori aumenti di tassazione sugli immobili, mascherati attraverso improbabili ‘redistribuzioni’. Quella legge delega è scaduta e non è certo questo il momento per iniziare un nuovo percorso, checché ne dica la Commissione europea, che inserisce pigramente il tema catasto nelle sue rituali raccomandazioni ‘copia e incolla’, senza avere un minimo contatto con la realtà. Per il settore immobiliare l’urgenza non è la riforma del catasto, ma una decisa riduzione di un carico fiscale che dal 2012 è stato quasi triplicato e che continua a causare danni incalcolabili a tutta l’economia: crollo dei valori, impoverimento, caduta dei consumi, desertificazione commerciale, chiusura di imprese, perdita di posti di lavoro. Dovrebbe essere questa la priorità di un governo responsabile”.

Poi era stato il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, a rimandare l’appuntamento con la revisione degli estimi catastali alla prossima legislatura. Ma alla fine la soluzione trovata dall’esecutivo Gentiloni è quella di una riformina: ovvero un aggiornamento del patrimonio informativo per consentire una maggiore equità.

Nel processo di razionalizzazione delle spese fiscali che è uno degli obiettivi del Def è contenuto proprio un capitolo dedicato alla riforma del catasto. Infatti abbandonata l’idea di una riforma del catasto, si proseguirà con “l’aggiornamento del patrimonio informativo catastale al fine di consentire una valutazione più equa degli immobili“. L’obiettivo è sempre quello di non aumentare la pressione fiscale e non intaccare l’equità del sistema.

 

Mutui: ancora giù i tassi

ABI: confermata la ripresa dei mutui, i tassi scendono ancora

Nel suo nuovo bollettino mensile, l’Abi certifica il buon periodo che sta attraversando il mercato dei mutui. A febbraio 2017, infatti, la variazione rispetto allo scorso anno è stata del 2,3%, dopo aver toccato il valore minimo di -1,3% a marzo 2014. Ancora in terreno negativo l’Euribor, parametro di riferimento per i prestiti a tasso variabile, che si mantengono ai minimi, anche se il fisso rimane ancora il preferito dai mutuatari.

Secondo il bollettino dell’Associazione bancaria italiana, il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni si è attestato al 2,13%, (2,16% a febbraio 2017, 2,02% a dicembre 2016 minimo storico e 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Questo nonostante l’Irs, a cui sono ancorati i mutui a tasso fisso, abbia mostrato segnali di ripresa, mentre l’Euribor a tre mesi viaggia ancora al minimo storico, -0,33% il tasso registrato nella media della primi giorni di aprile 2017.

Per quanto riguarda le sofferenze, vero tallone di Achille del sistema bancario italiano, si è assistito a febbraio 2017 a un’importante riduzione, fino a 77 miliardi di euro, il valore più basso da maggio 2014.

Mutui e compravendite segnali positivi per il settore

Il recupero del settore dei mutui va di pari passo con l’aumento delle compravendite, che hanno segnato il 16,4% nel IV trimestre dello scorso anno rispetto all’anno precedente. Non accadeva dal 2011 che gli immobili compravenduti nell’anno superassero il milione di unità.

I fattori alla base di questo nuovo dato positivo, relativamente alle quantità scambiate nel mercato immobiliare italiano, sono da ricondursi soprattutto al permanere di tassi di interessi sui mutui particolarmente bassi e alla discesa dei prezzi nominali intervenuta negli ultimi trimestri, come registrato dall’Istat.

case al mare a castiglioncello

La tua prossima estate 2017, scegli una casa al mare a Rosignano o Castiglioncello!

ABC CASA : la soluzione per la tua casa al mare

case al mare a rosignanoLe proposte di case al mare a Rosignano che, come agenzia immobiliare, abbiamo intenzione di proporre, mirano a voler consentire di prendere parte alle tante iniziative folcloristiche, sagre e fiere che si possono visitare in ogni stagione dell’anno.

Adatta, anche per le famiglie, Rosignano saprà sempre come affascinare e stupire ogni turista.

Consulta i nostri annunci, e ricorda che ABC CASA, oltre che essere una qualificata agenzia immobiliare, il nostro staff potrà, in maniera professionale, fare in modo che il sogno di una stupenda vacanza si possa concretizzare nella maniera migliore possibile.

Fra le proposte abbiamo Castiglioncello che con la sua folta macchia mediterranea, inoltre, fu un elemento di forte sviluppo della nota corrette pittorica chiamata dei Macchiaioli. Quindi, per certi versi, le proposte di case al mare Castiglioncello fornite dalla nostra agenzia, consentono di rivivere e di percorrere luoghi frequentati da celebri nomi quali, ad esempio, Giuseppe Abbati, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Odoardo Borrani e Giovanni Fattori, i quali proprio a Castiglioncello trovarono ispirazione per le loro celebrate opere.case al mare a castiglioncello

Nei loro quadri, impressero indelebilmente le bellezze e l’armonia del circostante paesaggio, proprio mentre erano a villeggiare in Castiglioncello come ospiti di un altro celebre frequentatore di questa incantevole perla della Toscana, il famoso mecenate Diego Martelli. Quindi, le case al mare a Castiglioncello sono una perfetta scelta tanto per vivere una fantastica vacanza all’insegna di un azzurrissimo mare pulito e meravigliose spiagge, ma anche per conoscere meglio le secolari tradizioni che contraddistinguono Castiglioncello. A fronte di tutto ciò, si comprende il valore e il significato di questo acquisto.

 

assistenza compravendita immobiliare

Novità settore immobiliare legge stabilità 2016

Il credito d’imposta per l’acquisto della prima casa spetta anche al contribuente che procede all’acquisto della nuova abitazione, entro un anno dall’acquisto della precedente, prima della vendita dell’immobile preposseduto.

Questo uno dei chiarimenti contenuti nella circolare 12/E in cui l’Agenzia delle Entrate risponde a quesiti relativi alle agevolazioni prima casa, ai contribuenti minimi, al leasing immobiliare e ai bonus per ristrutturazioni e risparmio energetico.

Agevolazioni prima casa

In merito alle agevolazioni previste per l’acquisto delle prima casa l’Agenzia chiarisce che l’aliquota del 2 per cento dell’imposta di registro spetta anche nel caso che il nuovo acquisto sia imponibile IVA.

La circolare specifica inoltre che l’acquisto di un nuovo immobile in regime agevolato, con l’impegno a rivendere quello preposseduto, può essere effettuato anche a titolo gratuito; in tale ipotesi, nell’atto di donazione o nella dichiarazione di successione andrà esplicitato l’impegno a vendere entro l’anno l’immobile precedente.

Infine le Entrate chiariscono che la nuova disciplina sulle agevolazioni prima casa si applica agli atti posti in essere dal 1° gennaio 2016: per quelli conclusi prima, quindi, non spetta il rimborso delle eventuali maggiori imposte versate rispetto a quelle che si sarebbero pagate applicando le nuove disposizioni, né spetta un credito d’imposta.

Leasing abitativo

Nella circolare viene precisato che l’agevolazione prima casa (imposta di registro dell’1,5%) per l’atto di trasferimento a favore della società di leasing spetta a prescindere dalla circostanza che l’utilizzatore destini l’immobile oggetto del contratto di locazione finanziaria a propria abitazione principale.

L’Agenzia chiarisce anche che le condizioni per applicare le agevolazioni prima casa all’atto di trasferimento dell’immobile devono ricorrere in capo all’utilizzatore e che tale soggetto sarà tenuto ad effettuare le dichiarazioni relative al possesso dei requisitiprevisti (ad esempio la dichiarazione di non avere la proprietà di altre case nel Comune).

Tali dichiarazioni potranno essere rese dall’utilizzatore sia nell’atto di acquisto dell’immobile da parte della società di leasing, intervenendo volontariamente all’atto,sia nel contratto di locazione finanziaria dell’immobile. In tale ultima ipotesi, tuttavia, è necessario, ai fini dell’applicazione delle agevolazioni ‘prima casa’ che il contratto di locazione finanziaria venga prodotto per la registrazione unitamente all’atto di trasferimento dell’immobile.

Infine le Entrate mettono in luce che se nel contratto di compravendita in cui interviene anche l’utilizzatore si fa riferimento al precedente contratto di leasing (non registrato), detta enunciazione comporta l’applicazione dell’imposta di registro – in misura fissa – anche per la disposizione enunciata.

Ristrutturazioni edilizie: bonus mobili e risparmio energetico

L’Agenzia ritiene che possano considerarsi agevolate anche le spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sostenute entro l’anno 2016, correlate a interventi di recupero del patrimonio edilizio, a decorrere dal 26 giugno 2012, fermo restando il rispetto del limite massimo di spesa agevolabile di 10 mila euro.

La circolare chiarisce anche l’applicabilità dell’Iva agevolata in presenza di “beni significativi“. Ad esempio in sede di installazione degli infissi vengono forniti anche componenti e parti staccate (come le tapparelle); occorre quindi verificare se tali parti hanno un’autonomia funzionale rispetto al manufatto principale. Se c’è autonomia, il componente non va ricompreso nel valore dell’infisso; viceversa, se la parte staccata o il componente concorre alla normale funzionalità dell’infisso, il suo valore, per la verifica del limite cui applicare l’Iva agevolata, deve confluire nel valore dei beni significativi.

Contribuenti minimi: regimi agevolati

L’Agenzia mette in evidenza che i contribuenti che hanno aderito al regime di vantaggio (all’art. 27 comma 1 del DL 98/2011) potranno “continuare ad avvalersene per il periodo che residua al completamento del quinquennio agevolato e comunque fino al trentacinquesimo anno di età”. Analoga facoltà è riconosciuta anche a coloro che si sono avvalsi della proroga del regime di vantaggio disposta dalla Legge 11/2015.

La circolare sottolinea che, viste le significative modifiche al regime forfetario, i soggetti che, nel 2015, avevano optato per il regime ordinario, ovvero avevano scelto di applicare il regime fiscale di vantaggio, possono, dal 1° gennaio 2016, revocare detta opzione e accedere al regime forfetario.

Maxiammortamenti
In merito ai maxiammortamenti, previsti dalla Legge di Stabilità 2016  per i professioni che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi (dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016), la circolare chiarisce che la possibilità di usufruire della maggiorazione del 40 per cento deve essere esclusa per i contribuenti forfetari.

Chi aderisce al regime forfettario infatti determina il reddito attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività al volume dei ricavi o compensi. In tale ipotesi, infatti, l’ammontare dei costi sostenuti dal contribuente (inclusi quelli relativi all’acquisto di beni strumentali nuovi) non è rilevante ai fini del calcolo del reddito imponibile.

L’Agenzia mette in evidenza che la norma sui maxi-ammortamenti riguarda solo le imposte sui redditi e non produce effetti ai fini Irap.

Inoltre sottolinea che la maggiorazione del costo può essere dedotta solo a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene. Pertanto, un bene consegnato entro il 31 dicembre 2016, entrato in funzione l’anno dopo, è sì un bene agevolato, ma gli ammortamenti potranno essere aumentati solo a partire dal 2017.

Brexit: quali sono le possibili ricadute sui mutui

Il fenomeno Brexit ha diffuso instabilità e incertezza nello scenario economico e finanziario europeo, moltiplicando le valutazioni sulle possibili conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Quali potranno essere gli effetti di Brexit sul fronte di mutui, prestiti ed assicurazioni, e che prospettive si aprono per le famiglie italiane da questo punto di vista?

“Tra i tanti settori economici” quello dei finanziamenti e delle assicurazioni sembra essere al momento uno di quelli a minor rischio Brexit.

Si valuta infatti che tale evento porterà ad un allungamento ulteriore del periodo di elevata liquidità disponibile e costo del denaro ai minimi storici, favorendo quindi il mantenimento o addirittura la riduzione degli attuali tassi d’interesse per mutui e prestiti.

Sui mutui, ad esempio, i tassi variabili e fissi sono scesi ormai sotto la soglia dell’1% e del 2%rispettivamente, rendendo certamente più semplice e conveniente accedere ad un finanziamentoe confermando così l’ottima opportunità di risparmio per tante famiglie, sia che intendano acquistare casa che risparmiare sul vecchio mutuo sostituendolo con uno nuovo.

“La “rottamazione “ di un vecchio mutuo può generare risparmi davvero consistenti: si va dai 10-15.000 euro per un mutuo acceso anche dieci anni fa agli 80-90.000 euro per un mutuo trentennale partito nel pieno della recente crisi del 2012.

 

Prosegue quindi l’ottimo momento per le famiglie italiane che vogliano ottimizzare il proprio bilancio familiare affrontando spese anche importanti o ripetitive a costi contenuti e ripartendone magari il peso su più anni.

assistenza tecnica immobiliare

Arrivano i mattoni a risparmio energetico

Sta facendo molto discutere una notizia che potrebbe rappresentare un bel passo in avanti nella ricerca di tecnologie e pratiche per il riscaldamento delle nostre case con un basso impatto ambientale. Parliamo dell’invenzione di mattoni particolarmente isolanti, in grado di ridurre lo spreco energetico delle abitazioni grazie ad una innovativa capacità di conservare il calore interno.

L’idea arriva da due architetti colombiani, Miguel Niño e Johanna Navarro, che hanno progettato questi nuovi mattoni creando, all’interno del tradizionale laterizio a cui siamo abituati, un “nucleo semi-vuoto” che favorirebbe tanto l’isolamento termico quanto la ventilazione, e che ridurrebbe – grazie a questa particolarissima forma – anche i problemi derivanti dall’inquinamento acustico che affliggono molte abitazioni. Questo nucleo centrale è una sorta di “triangolo bucato”, permetterebbe oltretutto di ridurre l’uso di quei materiali extra di solito utilizzati per le finiture, ma che spesso sono dannosi per l’ambiente.

In buona sostanza, ricorrendo a questi mattoni occorrerebbe più tempo per riscaldare la parete, ma i tempi di raffreddamento si allungherebbero, mantenendo una temperatura costante più a lungo e contenendo i consumi energetici complessivi. Niente di nuovo sotto il sole, direbbe qualcuno, visto che già gli antichi Romani prima e gli Arabi poi, avevano fatto un sapiente uso dei mattoni come strumento di conduzione dell’aria.

Decadenza agevolazione prima casa

Domanda: Da circa 2 anni ho acquistato la prima casa, usufruendo quindi dell’agevolazione dell’IVA dal 10 al 4%. Se dovessi rivenderla prima dei 5 anni, quali sono le penali da pagare e in che percentuale?

Risposta: In caso di rivendita prima di cinque anni dell’immobile acquistato usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa, qualora non si provveda entro un anno ad acquistare un altro immobile da destinare a propria abitazione principale, si perdono i benefici goduti con la conseguenza del pagamento delle imposte in misura ordinaria (10%) oltre a una sanzione del 30% sulle maggiore imposte dovute e gli interessi di mora.
Qualora inoltre l’immobile rivenduto non sia stato destinato a propria abitazione principale per la maggior parte del periodo di possesso è dovuta anche l’imposta (20%) sull’eventuale plusvalenza realizzata.

Novità fiscali settore immobiliare per il 2016

1) IMU e TASI abitazione principale:

1.1. l’applicazione della TASI viene tolta per l’abitazione principale, sia quando l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale del possessore, sia quando a destinare l’immobile detenuto ad abitazione principale è l’occupante, escluse però quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (cioè gi immobili di lusso);

1.2. il versamento della TASI, quando l’unità immobiliare è detenuta da un soggetto che la destina ad abitazione principale, è effettuato dal possessore nella misura prevista dal Comune nel regolamento dell’anno 2015;

1.3. qualora mancasse l’indicazione della suddetta misura nel regolamento comunale 2015 ovvero nell’ipotesi di assenza totale di delibera anche per l’anno 2014, la percentuale di versamento a carico del possessore è del 90%;

1.4. si riduce del 50% della base imponibile IMU per gli immobili dati in comodato d’uso a figli o genitori, a patto che il contratto venga registrato, il comodante possieda un solo immobile nel territorio italiano, e lo stesso risieda anagraficamente e dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è locato l’immobile concesso in comodato. Viene, inoltre, esteso il beneficio anche al caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nel medesimo Comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale (sempre però non di lusso);

1.5. per il 2016 viene sospesa l’efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni comunali laddove aumentano i tributi e le addizionali attribuite agli stessi enti territoriali, anziché negare la deliberazione di questi aumenti;

1.6. rimane la possibilità, per il 2016, per i Comuni di maggiorare dello 0,8 per mille l’aliquota TASI per gli immobili che non sono esentati.

2) Agevolazione imposta di registro prima casa:

è possibile fruire dell’imposta di registro con aliquota agevolata al 2%, stabilita per l’acquisto dell’abitazione principale, anche nei confronti di chi al momento del rogito già possiede un immobile, purché provveda ad alienarlo entro un anno dalla data dell’atto.

3) IMU terreni agricoli:

dal 1° gennaio 2016:

3.1. viene tolto il moltiplicatore favorevole, pari a 75, destinato alla determinazione della base imponibile dei terreni agricoli dei coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP);

3.2. vengono cancellate le riduzioni a scaglioni previste per i CD e IAP dall’art. 13, comma 8-bis, D.L. n. 201/2011;

3.3. viene prevista l’esenzione per i terreni agricoli che: sono posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, a prescindere dalla loro ubicazione; sono situati nei Comuni delle isole minori; a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

4) IMU imbullonati:

dal 1° gennaio 2016, la rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare, censibili nelle categorie catastali dei gruppi D ed E, verrà determinata, tramite stima diretta, considerando il suolo e le costruzioni, oltre che gli elementi ad essi correlati strutturalmente che ne accrescono qualità ed utilità, sempre entro i limiti dell’ordinario apprezzamento.

Vengono esclusi dalla stessa stima diretta macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo. Si precisa, poi, che gli atti di aggiornamento presentati entro il 15 giugno 2016 e le rendite catastali rideterminate, limitatamente all’anno di imposizione 2016, hanno effetto retroattivo a partire dal 1° gennaio 2016.

5) TARI:

viene prorogata per il biennio 2016-2017 la modalità di commisurazione della TARI da parte dei Comuni in base alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie in relazione agli usi e al tipo di attività svolta, e non sull’effettiva quantità di rifiuti prodotti (cosiddetto metodo normalizzato).

Viene poi rinviato al 2018, al posto del 2016, il termine di decorrenza a partire dal quale il Comune è tenuto ad avvalersi, nella determinazione dei costi del servizio, anche delle risultanze dei fabbisogni standard.

6) Tassazione locale:

6.1. si annuncia una riduzione del 25% di IMU e TASI per le unità immobiliari locate a canone concordato;

6.2. viene anticipato al 14 ottobre il termine, ora fermo al 21 ottobre, per trasmettere le delibere da parte dei Comuni ai fini della rispettiva pubblicazione nel portale del federalismo fiscale;

6.3. si prevede, per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fino a quando permane questa destinazione e in ogni caso non locati, un regime di favore,che coincide con l’applicazione di una aliquota ridotta dello 0,1%, con la possibilità, per i Comuni, di cambiare tale aliquota sino allo 0,25%;

6.4. si ammette l’esenzione da IMU per le unità immobiliari che appartengono alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al requisito della residenza anagrafica;

6.5. è prevista, dal 2016, l’abrogazione della Imposta municipale secondaria, detta IMUS;

6.6. fatta eccezione per la TARI, viene sospesa, limitatamente al 2016, l’efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cui stabiliscono incrementi dei tributi e delle addizionali attribuiti alle Regioni e agli enti locali con legge dello Stato rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per il 2015;

6.7. il termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2015 degli enti locali, attualmente fissato dal D.M. Interno del 13 maggio 2015 al 30 luglio 2015, si specifica che va riferito al 31 luglio, in quanto ultimo giorno del mese.

7) Clausole di salvaguardia IVA/accise:

si prevede la disattivazione della clausola di salvaguardia introdotta dalla legge di Stabilità 2014; mentre vengono rimandati al 2017 gli aumenti disposti dall’ulteriore clausola prevista dalla legge di Stabilità 2015.

8) Detrazione IVA per acquisti unità immobiliare:

viene disposta una detrazione dall’IRPEF del 50% (ripartita in 10 quote annuali) dell’importo corrisposto per il pagamento dell’IVA sull’acquisto, fatto entro il 2016, di abitazioni di classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici.

9) IVIE:

dal 1° gennaio 2016, l’IVIE non viene applicata al possesso dell’abitazione principale e delle pertinenze della stessa, oltre che alla casa coniugale assegnata al coniuge, dopo intervenuto provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili matrimoniali, escluse però le unità immobiliari che risultano classificate, in Italia, nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per le quali si applica l’aliquota ridotta dello 0,4% e la detrazione, fino a concorrenza del rispettivo ammontare, di 200 euro confrontati al periodo dell’anno durante il quale si protrae la destinazione. Nel caso, poi, in cui l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi la detrazione spetta ad ognuno di essi in misura proporzionale rispetto alla quota per la quale tale destinazione si verifica.

10) Ristrutturazioni edilizie:

sono prorogate le detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica. Rimangono anche per il 2016 le attuali misure, rispettivamente fissate al: 65% per gli interventi di riqualificazione energetica (compresi quelli riguardanti le parti comuni degli edifici condominiali); 50% per le ristrutturazioni e per il relativo acquisto di mobili.

11) Bonus mobili:

viene previsto che le giovani coppie (anche di fatto), in cui almeno uno dei due membri non abbia più di 35 anni, che hanno acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale possono beneficiare di una detrazione fiscale del 50% per le spese sostenute per l’acquisto di mobili nel 2016, fino a 16mila euro.

12) Ecobonus:

le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica sono estese anche agli IACP con riferimento alle spese sostenute, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, per gli interventi fatti su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Viene, poi, prevista la possibilità per i soggetti che fanno parte della no tax area (quindi pensionati, dipendenti e autonomi) di cedere la detrazione fiscale che spetta loro per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali ai fornitori che hanno svolto i lavori, con modalità che saranno definite da un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Viene, infine, ampliata l’applicazione delle detrazioni per interventi di efficienza energetica, pari al 65% delle spese sostenute, anche all’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione di acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative, che assicurano un funzionamento efficiente degli impianti, dotati di peculiari caratteristiche.

13) Leasing immobili ad uso abitazione principale:

viene prevista una specifica disciplina civilistica e fiscale sulla locazione finanziaria di immobili adibiti ad uso abitativo. Dal punto di vista fiscale, in aggiunta alle agevolazioni in materia di imposta di registro, si prevede la deducibilità ai fini IRPEF nella misura del 19% dei costi, concernenti il contratto di locazione finanziaria, e in particolare sia dei canoni e relativi oneri accessori (per un importo che non supera gli 8mila euro); sia del costo di acquisto dell’immobile all’esercizio dell’opzione finale (per un importo non superiore a 20mila euro) quando le spese vengono sostenute da soggetti con meno di 35 anni, con un reddito complessivo non superiore a 55mila euro all’atto della stipula del contratto di locazione finanziaria, e che non risultano titolari di diritti di proprietà su immobili a destinazione abitativa.

La detrazione spetta alle stesse condizioni che sono previste per la detrazione degli interessi passivi sui mutui contratti per l’abitazione principale. Per i soggetti di età pari o superiore a 35 anni, rimanendo le altre condizioni richieste, l’importo massimo detraibile a fini IRPEF viene dimezzato, per cui al massimo 4mila euro per i canoni e 10mila per il costo di acquisto.

14) Edilizia popolare:

viene prevista l’estensione dell’applicazione delle agevolazioni fiscali stabilite per gli Istituti autonomi case popolari (e loro consorzi) anche agli enti che possiedono le medesime finalità sociali degli IACP, a condizione che siano stati costituiti ed operanti al 31 dicembre 2013, oltre che istituiti nella forma di società rispondenti ai requisiti della legislazione comunitaria in materia di in house providing.

15) Agevolazioni fiscali edilizia convenzionata:

si dispone sia l’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa che l’esenzione dalle imposte ipotecarie e catastali per gli atti di trasferimento delle aree che fanno parte degli interventi di edilizia convenzionata, a prescindere dal titolo di acquisizione della proprietà da parte degli enti locali.

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Edilizia: economia circolare, BIM e minibond per il rilancio

Economia circolare, efficienza energetica, utilizzo del BIM e Minibond. Secondo l’Associazione nazionale dei costruttori edili (ANCE) sono le chiavi per il rilancio del settore edile.

Ne hanno parlato nei giorni scorsi il Ministro dello Sviluppo Economico e il presidente dell’Ance Claudio De Albertis, che ha proposto una serie di modifiche normative e percorsi professionali per il raggiungimento di questi obiettivi.

Economia circolare

Per “economia circolare” si intende un sistema in cui il “valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo”. Secondo il Piano d’Azione europeo sull’economia circolare bisogna agire in via prioritaria sul settore delle costruzioni e demolizioni, che in Europa è il maggior produttore di rifiuti speciali.

A fronte di queste esigenze si deve però constatare che il recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione è trascurato e si preferisce il loro conferimento in discarica per motivi di costo e complessità normativa.

Secondo l’Ance bisognerebbe quindi adottare i provvedimenti ministeriali previsti dall’art. 184 bis del D.lgs. 152/2006, per qualificare un materiale come sottoprodotto anziché rifiuto, e dall’art. 184 ter affinché un rifiuto cessi di essere tale a seguito di un processo di recupero. Al momento, lamentano gli edili, questi processi richiedono molto tempo.

Oltre agli interventi normativi, per far decollare l’economia circolare secondo l’Ance bisognerebbe consentire le operazioni di recupero direttamente sul luogo di produzione in modo da accorciare la filiera, ma anche avviare processi di formazione professionale per progettisti, direttori dei lavori e tecnici delle Amministrazioni interessati all’utilizzo di prodotti derivanti da processi di recupero.

Efficienza energetica

Il settore edile consuma anche molta energia non solo nella fase della costruzione, ma anche durante la vita degli edifici (i consumi degli edifici rappresentano il 40% del totale). Motivo per cui è necessario riqualificare gli edifici esistenti.

A detta dell’Ance, è necessario che i condomìni usufruiscano maggiormente degli incentivi per la riqualificazione energetica. Non convincono infatti le regole per consentire ai contribuenti che rientrano nella ‘no tax area’ di usufruire dell’ecobonus 65% attraverso la cessione del credito corrispondente ai fornitori che hanno eseguito i lavori o le prestazioni.

Dato che, in base alle norme vigenti, gli edifici devono diventare delle centrali di produzione di energia, gli edili hanno chiesto che i condomìni possano essere ammessi al Conto Termico.

I condomìni dotati di impianti alimentati da fonti rinnovabili dovrebbero poi avere la possibilità di distribuire ai condòmini l’energia non autoconsumata. Questo cozza però con il Decreto Bersani (D.lgs 79/1999), in base al quale le attività di trasmissione e dispacciamento sono riservate allo Stato ed attribuite in concessione al gestore della rete.

Il presidente De Albertis ha poi evidenziato che i Titoli di efficienza energetica (TEE) dovrebbero essere riconosciuti anche nel settore civile per le riqualificazioni importanti. Per questo si dovrebbe introdurre un nuovo sistema di riconoscimento basato sull’Attestato di Prestazione Energetica e sulla Relazione Tecnica di Progetto previsti dal D.lgs. 192/2005 sul rendimento energetico in edilizia.

BIM

Con il Building Information Modeling (BIM) è possibile la rappresentazione digitale dell’opera lungo il suo intero ciclo di vita, dalla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione, alla dismissione.

A differenza che in altri Paesi europei, l’Ance ha sottolineato che in Italia siamo ancora all’inizio. Serve quindi una strategia nazionale per il BIM da adottare a livello governativo. Questo significa non solo fissare obblighi legislativi, ma anche investire economicamente sul BIM per accompagnare e sostenere la transizione del mondo produttivo.

Il presidente De Albertis ha ricordato che il progetto INNOVance, tra i vincitori del Bando Industria 2015 sull’efficienza energetica, prevede una piattaforma collaborativa di gestione delle informazioni di filiera: dal prodotto “componente” (cemento, finestra, caldaia, ecc.) al prodotto “risultante” (edificio, infrastruttura), passando per la gestione informativa dei mezzi e delle attrezzature, delle risorse umane, delle lavorazioni e della sicurezza.

Il prototipo della piattaforma è stato realizzato ed è funzionante. Per la messa online è necessario un investimento di altri 4 milioni di euro.

Mini Bond

Per chiudere il cerchio, l’Ance ha puntato l’attenzione sulle risorse economiche necessarie alla realizzazione degli obiettivi esposti.

L’Ance ha suggerito alle imprese l’emissione di minibond per finanziare il miglioramento energetico del patrimonio immobiliare nazionale , gli interventi di riqualificazione urbana e le operazioni di sviluppo immobiliare. Si tratta di strumenti che, per le operazioni di retrofitting degli immobili, avrebbero un profilo rischio-rendimento contenuto e un tempo di rientro compreso tra i 7 e i 10 anni. Il sistema dovrebbe reggersi su un Fondi di garanzia in grado di sviluppare sinergie con le istituzioni

Per stimolare gli investimenti dei privati, è stato proposto anche di incentivare persone fisiche che investono nel capitale di rischio di imprese impegnate in operazioni immobiliari di rigenerazione urbana, housing sociale e sviluppo immobiliare tassando i dividendi ottenuti al 12,50% anziché al 26%.

Previsioni mercato immobiliare triennio 2016 – 2018

Le previsioni sul mercato immobiliare per il triennio 2016-2018 affermano che si presenterà come un periodo di crescita delle transazioni, favorito da una certa stabilità dei prezzi nei primi due anni e da una risalita dei valori a partire dal 2018. Ad elaborare questa affermazione, è il rapporto di Yard, società di servizi e valutazioni immobiliari, con la collaborazione del Censis, che per le sue elaborazioni ha utilizzato il Rei, Real Estate Italia Idex.

Ciò che ci aspetta nel prossimo triennio è dunque innanzitutto una normalizzazione e, necessaria modernizzazione, dei sistemi di compravendita italiani, soprattutto per quanto riguarda la valutazione del rapporto tra domanda e offerta. Il consumo abitativo risponderà sempre più alle effettive esigenze dei diversi segmenti sociali.

Compravendite e prezzi seguiranno una tendenza che vedrà la crescita delle prime e una sostanziale stabilizzazione dei secondi, che potrebbero tornare ad aumentare solo a partire dal 2018. In altri termini al “surriscaldamento” della domanda seguirà il “riscaldamento” dei valori, destinati poi a ritornare a seguire un trend più in linea con quello dei lunghi periodi. Si stima, infatti, che i prezzi possano segnare un nuovo massimo intorno al 2024 superiore a quanto raggiunto in precedenza.

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