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  • Riforma del catasto: cronostoria tra stop e rinvii

    Prima erano arrivate le indiscrezioni sulla possibile introduzione nel Documento di economia e finanza della tante volte rinviata Riforma del catasto. Quest’ultima, dopo alcune raccomandazioni da parte della Commissione europea, doveva entrare nel nuovo Piano nazionale delle riforme (Pnr) presentato con il Documento di economia e finanza (Def), con l’intenzione da parte del governo di ripartire dalla delega approvata due anni fa dal Parlamento e dallo schema di decreto attuativo che fu poi bloccato. La notizia non ha risparmiato le polemiche, tra cui quelle del presidente di Confedilizia, che tramite una nota ha fatto sapere: “Leggiamo sulla stampa che il governo Gentiloni starebbe pensando di riesumare quella riforma del catasto che il governo Renzi aveva ritirato, nel giugno del 2015, perché non forniva adeguate garanzie di invarianza di gettito, aprendo all’opposto uno scenario di ulteriori aumenti di tassazione sugli immobili, mascherati attraverso improbabili ‘redistribuzioni’. Quella legge delega è scaduta e non è certo questo il momento per iniziare un nuovo percorso, checché ne dica la Commissione europea, che inserisce pigramente il tema catasto nelle sue rituali raccomandazioni ‘copia e incolla’, senza avere un minimo contatto con la realtà. Per il settore immobiliare l’urgenza non è la riforma del catasto, ma una decisa riduzione di un carico fiscale che dal 2012 è stato quasi triplicato e che continua a causare danni incalcolabili a tutta l’economia: crollo dei valori, impoverimento, caduta dei consumi, desertificazione commerciale, chiusura di imprese, perdita di posti di lavoro. Dovrebbe essere questa la priorità di un governo responsabile”.

    Poi era stato il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, a rimandare l’appuntamento con la revisione degli estimi catastali alla prossima legislatura. Ma alla fine la soluzione trovata dall’esecutivo Gentiloni è quella di una riformina: ovvero un aggiornamento del patrimonio informativo per consentire una maggiore equità.

    Nel processo di razionalizzazione delle spese fiscali che è uno degli obiettivi del Def è contenuto proprio un capitolo dedicato alla riforma del catasto. Infatti abbandonata l’idea di una riforma del catasto, si proseguirà con “l’aggiornamento del patrimonio informativo catastale al fine di consentire una valutazione più equa degli immobili“. L’obiettivo è sempre quello di non aumentare la pressione fiscale e non intaccare l’equità del sistema.